Deflagrazione cava Monte Tondo
Автор: Maurizio Barberis
Загружено: 2024-04-02
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Ad ottobre 2022 come deciso 20 anni prima, la cava di monte Tondo situata nei comuni fra Riolo Terme e Casola Valsenio, doveva cessare tutte le attività di estrazione e messa in sicurezza di tutta l'area.
La Saint Gobain multinazionale Francese tre anni prima dello scadere del termine della concessione, cambia idea e richiede alla provincia di Ravenna e alla regione Emilia Romagna il rinnovo della concessione, smentendo e stracciando definitivamente un patto preso in precedenza.
Il parco della Vena del Gesso Romagnola viene costituito nel 2005 ed utilizza lo strumento europeo "sito natura 2000" che protegge per legge e conserva le biodiversità.
Per trovare la soluzione migliore e per evitare conflitti, l'area della cava di Monte Tondo viene tenuta fuori dall'area protetta e situata nell'area contigua, gli vengono appunto concessi gli ultimi 20 anni per trovare soluzioni alternative occupazionali. Da precisare che in questi 20 anni non avrebbe potuto estrarre gesso, visto che mancava il piano territoriale e la legge "sito Natura 2000" vieta la distruzione di tutte le grotte.
Il piano territoriale viene redatto dai comuni coinvolti e incredibilmente adottato dal parco della Vena del Gesso ad inizio 2024. In sostanza raddoppia l'area di estrazione attuale. Piano territoriale che ovviamente va palesemente contro la tutela del territorio e la sua conservazione, in forte contraddizione con i principi che regolano un parco.
Ad inizio del 2022 la regione Emilia Romagna commissiona ad un gruppo di esperti principalmente geologi, una valutazione sui possibili scenari da intraprendere dopo lo scadere della concessione di estrazione, l'esito della commissione prevedeva:
Scenario A rispetto del patto e chiusura come previsto della cava ad Ottobre 2022. Lo scenario B prevedeva altri 10 anni mantenendo l'estrazione negli attuali confini e successiva chiusura senza ampliamento. Lo scenario C prevedeva l'ampliamento dei confini estrattivi con cessazione nei 10 anni a seguire, ed in ultimo lo scenario D proposto dalla Saint Gobain, cioè l'estrazione di un quantitativo di 8 milioni di m3 fuori dal perimetro attuale. Inoltre dalla commissione risulterà che in questi 20 anni la Saint Gobain aveva estratto un quantitativo estremamente superiore a quello dichiarato.
Nel frattempo grazie al forte contributo dell'associazione speleologica dell'Emilia Romagna ed un gruppo di esperti del settore, nel 2016 inizia l'iter per cercare di far entrare nel patrimonio UNESCO le grotte evaporiti di tutta la Vena del Gesso Romagnola.
Dopo 7 anni e precisamente nel Settembre del 2023, l'UNESCO riunita a Riyadh conferma con grande stupore a patrimonio UNESCO tutta la Vena del Gesso Romagnola con i suoi 7 siti, malgrado al suo interno sia presente la cava di monte Tondo che per ovvi motivi è del tutto incompatibile.
Mette però alcuni vincoli con una prima data di verifica che sarà a fine 2024. Unica gestione di tutto il patrimonio della vena del gesso e dei 7 siti censiti, ed ovviamente la cessazione come previsto già 20 anni fà, di tutte le attività estrattive.
Da precisare che l'UNESCO non ha poteri legislativi e quindi non obbliga nessuno, ma il riconoscimento viene concesso se il patrimonio è unico al mondo, regolato da leggi e questo viene rispettato.
Per finire, la Saint Gobain fa ricorso al TAR (ad oggi marzo 2024 il TAR non si è ancora pronunciato), chiamando in causa lo stato, la regione, la provincia, i comuni coinvolti e curiosamente anche gli speleologici dell'Emilia Romagna, chiedendo l'annullamento del riconoscimento a patrimonio UNESCO.
Tutto quello che è accaduto dopo l'ottobre del 2022 è un palese atto di prepotenza ed arroganza di questa multinazionale francese Saint Gobain.
Ad oggi si può tranquillamente affermare che è inutile avere leggi, fare accordi o usare il buonsenso, tanto alla fine decide sempre il più forte economicamente e nessun altro.....
e per riassumere:
Il patto di cessazione attività ad ottobre 2022 NON è stato rispettato dalla Saint Gobain.
Il Parco della vena del gesso incredibilmente si schiera dalla parte della Saint Gobain, adottando un piano territoriale che raddoppia l'area estrattiva, prima di questa approvazione il piano non c'era....
La legge impedisce l'espansione della cava, al momento non viene rispettata e la proposta è quella di abolirla.....
Da Settembre 2023 i fenomeni carsici sono patrimonio UNESCO, la Saint Gobain ha fatto ricorso al TAR per annullare gli atti ed invalidare il riconoscimento, in sostanza chiede di abrogare l'UNESCO.....
p.s ovviamente il potere economico di questa multinazionale è talmente potente, che ha portato dalla sua parte la stragrande maggioranza delle persone coinvolte, ma non tutti.......
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