Non c'è fretta - Nico Arezzo_visual
Автор: Nico Arezzo
Загружено: 2026-01-20
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Non c’è fretta è una resa consapevole alla lentezza, detta a voce bassa mentre tutto corre.
Il brano nasce dalla distanza tra il passo individuale e quello del mondo, dalla fatica di sentirsi parte di un movimento che non aspetta nessuno. Qui la corsa diventa maschera, eleganza come protezione, giudizio come difesa: strati sovrapposti per non far vedere i tagli, per non permettere a nessuno di curarli davvero.
È una canzone che smonta l’ossessione dell’abitudine e la paura di diventare uguali, ricordando che il tempo non è un nemico ma uno spazio da attraversare. Le parole si inceppano, si sfaldano, diventano rumore quando il pensiero non riesce più a stare in fila: il segno di una mente che si ribella alla forma, alla normalità imposta.
Non c’è fretta è uno sguardo che si copre la faccia per capire quanto velocemente si viene dimenticati, e quanto questo possa essere liberatorio. In un mondo enorme, sproporzionato, il brano sceglie l’intimità come unico punto fermo: fermarsi un secondo, accorgersi che il mondo non corre davvero. Che forse, a correre, eri solo tu.
Questo brano è una mattina che non sa ancora cosa sarà.
Nasce su una panchina senza nome, in un tempo lento, sospeso, dove i pensieri fanno rumore e il corpo decide prima della testa. È una canzone che cammina a istinto, seguendo la pancia, mentre intorno passano sguardi pieni di sole e presenze distratte.
Dentro c’è il desiderio semplice e enorme di fidarsi, di abbassare il volume del mondo e potersi fermare. Dormire non come fuga, ma come tregua. Offrire la colazione diventa un gesto minimo e definitivo: prendersi cura senza fare domande, senza appesantire, senza aggiungere imbarazzo a ciò che già è fragile.
Il brano parla di assenze possibili e di arrivi puntuali, della paura di non riconoscersi più e di quella ancora più grande di non saper salutare. Vorrei mi offissi la colazione è una richiesta tenera e disarmata: restare un attimo di più, condividere il silenzio del mattino, alleggerire le persone invece di trattenerle. Un modo gentile di dire “resta”, senza pretendere nulla.
Diretto da Eskimo (IG: eskimo_videomaking)
come ci siamo arrivati
non ti accorgi che se corri perché vedi correre tutti
poi non ti aspetta nessuno
ma tu aspetti qualcuno?
sempre il primo coi paraocchi
sempre il primo poi a giudicarli
che vestiamo così eleganti
per paura che qualcuno possa notare capire che siamo coperti di tagli
che possa curarli
che magari per questo motivo riempiamo la pelle di tatuaggi
ma tu cosa ti aspetti da te?
se non butti le cose fuori poi si fanno grandi sono isole
fatte di polvere, tu sulla polvere ci devi soffiare sopra
e mettere in conto, per ogni soffio, un pizzico alla gola
e tu hai paura che
tutto diventi un’abitudine
ma non ti accorgi che
che non c’è fretta
e tu hai paura che
tutto diventi un’abitudine
ma non ti accorgi
che non c’è fretta
troppo distante dal sentirmi parte del mondo che gira
lo seguo a fatica
cercando un posto in cui sul serio mi senta sicura
per dirti davvero di me
senza inventarmi da capo per non essere normale per sentirmi un po' speciale ma
più guardo intorno e più torno indietro e
fermo un secondo
vedi che il mondo non corre più
corri solo tu
ma no non c’è fretta
sento il tempo dilatarsi e la calma attraversa
quella parte di me che le fa resistenza
se mi nascondo tu lo sai perchè
perchè hai paura che
tutto diventi un’abitudine
ma non ti accorgi che
che non c’è fretta
copriti la faccia
e renditi conto che dopo poco non ricordi come sia fatta
e non lo ricorda nessuno
in questo mondo donna gigante
non siamo neanche il culo
ma qualora lo fossimo
spero somigli al tuo ma tu
(hai paura che) copriti la faccia
e renditi conto che dopo poco non ricordi come sia fatta
e non lo ricorda nessuno
(ma non ti accorgi che) in questo mondo donna gigante
non siamo neanche il culo
ma qualora lo fossimo
spero somigli al tuo ma tuo
e tu hai paura che
tutto diventi un’abitudine
ma non ti accorgi che
che non c’è fretta
che non c’è fretta
Chitarra, voce, produzione - Nico Arezzo, Lauryyn
Piano - Edoardo Vilella
Batteria - Vincenzo Messina
Basso - Davide Paulis
Mix - Francesco Landi, Peppe Arezzo, Pietro Giolito
Master - Enrico Capalbo
Grazie a Senza Dubbi, Take Away Studios, Francesco Morrone, Marley Session, Fonoprint, Riccardo Lodi
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