3 notizie sorprendenti di oggi! Occidentali pro Putin, Sanchez frena su Gaza, YouTube paga Trump
Автор: Scazzo Moderato
Загружено: 2025-10-01
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Occidentali pro Putin, Sanchez frena su Gaza, YouTube paga 24,5M a Trump
#flottilla #greta #gaza
00:00 Sigla zoppicante e audio check
00:30 Saluti alla chat e riscaldamento
01:00 Tre notizie, la migliore alla fine
01:30 Russia: l’articolo che “scotta”
02:30 “150 al mese”: occidentali verso Mosca
03:30 Russia “paese parìa”? Smentita e contesto
04:30 Dubai e la diaspora russa: aneddoti
05:30 Monarchie del Golfo: vivere senza urne
06:30 Crimine, scuola, percezioni e realtà
07:30 Chiusura prima notizia, invito alla calma
08:00 Sanchez e la flottiglia: lo stop prudente
09:00 Schlein, narrativa e Gaza: imbarazzi
10:00 Zona d’esclusione e rischi in mare
11:00 Marche, bandiere e campagne elettorali
12:00 Teaser: intervista sul voto nelle Marche
12:30 CTA: iscrizioni, like e condivisioni
13:00 BBC: “YouTube paga 24,5 milioni a Trump”
14:00 Big Tech, ban e “godo moderato”
15:30 Lettura da “America Fiction”: capitolo 20
17:30 Le regole YouTube del 2020 spiegate
19:30 Doppio standard? Rettiliani vs elezioni
21:30 Greenwald, Clinton e coerenza informativa
23:30 Perché censurare dopo il voto?
24:30 Chiusura: “24,5M” e morale della favola
25:50 Saluti finali, “vittoria” e CTA conclusiva
Rassegna stampa tagliente: Russia “parìa” o partner globale, stop spagnolo alla flottiglia, e lo scontro YouTube–Trump con milioni che volano. Satira affilata, numeri, logica e un filo di cattiveria elegante.
Restate fino alla fine: ritmo alto, zero piagnistei, meme mentali e una morale laica sul potere di piattaforme, propaganda e percezione. 🤺
Una rassegna senza santini né violini. Si parte dal caso “occidentali che emigrano verso Mosca” e dalla solita indignazione prêt-à-porter: è davvero un “Paese parìa” quello che fa tour diplomatici, firma accordi energetici e ospita capitali occidentali in fuga? La risposta non è un like automatico: è un confronto tra narrativa e dati, tra propaganda e convenienza, tra cronaca e vita quotidiana. Nel mezzo: l’Europa, dove la percezione del crimine, delle scuole ideologizzate e dei quartieri fuori controllo si mescola al racconto mediatico. Qual è il confine tra allarme e realtà? Ci entriamo con la torcia, senza catechismi. 🔦
Secondo giro: la flottiglia per Gaza. La politica da talk show accusava Roma di non “accompagnare” abbastanza? E poi Madrid mette il freno a mano per sicurezza, invitando a non violare la zona d’esclusione. La coerenza è una tigre di carta: ruggisce nei thread, poi smette al primo bollettino operativo. Qui l’imbarazzo non è un meme: è il costo di cambiare cornice quando la realtà entra dalla porta. 🚢
Gran finale: l’orgia regolatoria delle piattaforme. Il caso YouTube–Trump non è solo “un assegno da 24,5 milioni”: è un crash test sul potere privato di stabilire cosa si può dire, quando e perché. Nel 2020 YouTube decide una linea di “verità ufficiale” a urne chiuse; contemporaneamente, sullo scaffale rimangono video di terrapiattismo e bestiario pseudo-scientifico. Il punto non è “tifare Trump”: è chiedere simmetria delle regole, soprattutto quando il procedimento legale è in corso. Se vuoi l’arbitrato del reale, si chiama tribunale, non toggle di Community Guidelines. 🧠⚖️
Nel mezzo, un passaggio dove l’autore legge dal proprio libro per ricordare quanto rapida sia stata la mutazione della rete: da piazza anarchica a condominio con portineria ideologica. Lì si consuma il paradosso: per proteggere la “fiducia”, si riduce il pluralismo. Per difendere la “democrazia”, si delega la verità al moderatore di turno. Sembra una comica, ma la risata è amara. 🎭
Per non farci incantare dalle parole magiche—parìa, complotto, emergenza—usiamo tre chiavi: incentivi, coerenza, proporzione. Chi ci guadagna? Le regole sono le stesse per tutti? La risposta è proporzionata al rischio reale? Con queste tre domande, la rassegna diventa strumento e non tifo. E quando si parla di politica estera, ONG in mare, o policy di piattaforma, conviene ricordare che gli Stati ragionano in termini di rischio e responsabilità, le aziende in termini di reputazione e utili, e i cittadini in termini di libertà e sicurezza. Se confondi i piani, ti ritrovi con un’ideologia in tasca e la realtà che ti fischia dietro. 🎯
Qui non si vendono indulgenze: si compra tempo per pensare, si affilano concetti, si taglia la retorica. Restate fino all’ultimo capitolo: c’è una piccola vendetta poetica contro lo zelo censorio, e un invito pratico a costruire spazi dove l’errore si corregge col dibattito, non col muto. La satira serve a quello: sgonfiare i palloni, salvare i fatti, ridare ossigeno al dissenso civile. Siamo adulti, possiamo sopportare le idee sbagliate. E possiamo ridere mentre le smontiamo. 💥📉🗞️🧩🧭🛠️🗣️📺🪙
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