Eduardo De Filippo – La grande magia (1964) | Analisi dell’opera e della storica versione televisiva
Автор: PirandelloWeb Videoteca
Загружено: 2026-01-03
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Eduardo De Filippo – La grande magia
Commedia in tre atti scritta e interpretata da Eduardo De Filippo nel 1948
Versione televisiva RAI del 1964
In questo video proponiamo la versione televisiva del 1964 de La grande magia, una delle opere più profonde e inquietanti del teatro eduardiano, in cui il confine tra realtà e illusione diventa labile e drammaticamente umano.
EDUARDO: Otto Marvuglia
LUISA CONTE: Signora Locascio
NINA DE PADOVA: Signora Zampa
HILDE MARIA RENZI: Signora Marino
ELENA TILENA: Signorina Zampa
GIANCARLO SBRAGIA: Calogero Di Spelta
LUISA ROSSI: Marta Di Spelta
ANTONIO CASAGRANDE: Mariano D'Albino
PIETRO CARLONI: Gervasio Penna
UGO D'ALESSIO: Arturo Recchia
CARLA COMASCHI: Amelia Recchia
GENNARINO PALUMBO: Cameriere
ANNA WALTER: Zaira
LANDO BUZZANCA: Brigadiere
RINO GENOVESE: Roberto Magliano
ENZO CANNAVALE: Gennarino Fucecchia
CARLO LIMA: Gregorio Di Spelta
EVOLE GARGANO: Matilde
SALVATORE GIOIELLI: Oreste Intrugli
MARIA TERESA LAURI: Rosa Intrugli
Analisi dell’opera originale (1948)
Scritta nel secondo dopoguerra, La grande magia rappresenta uno dei vertici della maturità artistica di Eduardo De Filippo.
Al centro della commedia vi è Calogero Di Spelta, uomo mediocre e ferito nell’orgoglio, incapace di accettare l’abbandono della moglie Marta, che fugge con l’amante durante uno spettacolo di illusionismo.
Il mago Otto Marvuglia offre a Calogero una spiegazione “magica”: Marta non è fuggita, ma è prigioniera in una scatola, dalla quale potrà uscire solo quando lui lo vorrà davvero.
Calogero accetta l’inganno, perché la menzogna è meno dolorosa della verità.
Eduardo costruisce così una metafora potente: l’illusione come rifugio esistenziale, la verità come trauma insostenibile, il teatro stesso come “grande magia” capace di ingannare e rivelare insieme
La commedia supera il semplice realismo e si muove su un piano filosofico ed esistenziale, anticipando temi pirandelliani come l’autoinganno, la maschera e la frantumazione dell’identità.
📺 Analisi della versione televisiva del 1964
La versione televisiva del 1964 rappresenta una trasposizione esemplare del teatro di Eduardo per il mezzo televisivo.
La regia è sobria, rispettosa dei tempi teatrali, ma capace di valorizzare: primi piani intensi, silenzi carichi di tensione, una recitazione essenziale, quasi spogliata.
Il mezzo televisivo accentua la dimensione psicologica dell’opera: lo spettatore entra nel volto e negli occhi dei personaggi, cogliendo il progressivo isolamento mentale di Calogero.
L’atmosfera è volutamente claustrofobica: la casa, il salotto, la famosa scatola diventano luoghi mentali, più che spazi scenici.
Questa versione è oggi considerata una delle più alte testimonianze del teatro televisivo italiano.
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