Giorgio Contese: ultimo testimone protagonista della Prima Repubblica Galatea - Secondo Tempo
Автор: michele mariano
Загружено: 2026-01-17
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SECONDO TEMPO
Il racconto di Giorgio Contese riparte dal novembre del 1961, quando la sua fidanzata di allora, poi futura moglie, Magda Prastaro, si laureò e, appena due giorni dopo, si sedette in cattedra. In quegli anni i docenti laureati erano merce rara. Nel giugno successivo anche Giorgio conseguì la laurea, pareggiando il passo.
Ricorda con affetto gli amici di una vita: Ercolino (Ercole Ugo) D’Andrea, Bruno Congedo, Vittorio Zacchino, Silvio Leo – mente brillante, morto a Milano lasciando una biblioteca di oltre cinquemila volumi – e i primi esperimenti poetici di Ercolino. Tornano poi alla memoria i Lanzillotto, famiglia centrale nella Galatone del periodo bellico grazie alla produzione di alcol: dai racconti della trasferta a Londra per la partita Inghilterra–Italia agli “inchini dal cielo” che un ufficiale dell’Aeronautica dedicava alla moglie Maria sorvolando la distilleria.
Il racconto si allarga alla storia economica di Galatone: dall’Ottocento in poi una comunità povera, contadina, segnata dalla fame nel post Unità. L’illuminazione pubblica arrivò nel 1850 con soli dieci lampioni; la popolazione viveva con galline e asini in casa. Non mancarono però eccellenze come la Fonderia De Riccardis, l’impresa Conte, il frantoio Belmonte Pignatelli. Giorgio si interroga a lungo sull’anima conservatrice della città e sul rapporto col fascismo, riflessione che lo porterà a scrivere Galatone al tempo del Fascismo: la verità è che a Galatone si stava male prima e si è continuato a stare male dopo. Da qui si scappava.
Un segnale positivo fu la Cantina Cooperativa del 1931. Poi arrivarono gli anni Sessanta: il boom economico, un gruppo di amministratori preparati, l’era di Fernando Maglio. Un tempo attraversato da un’energia nuova: Giovanni XXIII, Kennedy, Aldo Moro. Nel 1964 Giorgio entra in Consiglio comunale e diventa Assessore con il sindaco Pasquale Baglivo, che però si dimette poco dopo. Nel 1966 Maglio diventa sindaco e attorno a lui si forma una squadra giovane e solida.
Arrivano le scuole: la media nel 1962, poi elementari, materna, istituti superiori. Nulla viene lasciato intentato. Importanti i legami con gli onorevoli Rausa e Italo Giulio Caiati. Nel 1971 Giorgio diventa segretario cittadino della DC. Memorabile l’episodio del 1975, quando riuscirono a portare Aldo Moro a Galatone in piena campagna elettorale: un successo clamoroso che smentì tutti gli scettici.
Dopo la vittoria iniziarono però divisioni interne. Giorgio racconta anche il folklore locale, il tarantismo, il culto del SS. Crocifisso, confessando il suo spirito laico. Nel 1985 lascia la politica, da Assessore Provinciale alla Pubblica Istruzione, senza rimpianti. Uomo coerente, al servizio della politica e non del potere.
Avvocato, studioso, ricercatore d’archivio, collaboratore della Gazzetta del Mezzogiorno, Giorgio chiude con uno sguardo preoccupato sul presente e una domanda aperta: potrà mai finire l’emigrazione che costringe i nostri giovani a cercare dignità lontano da casa? È così che si conclude una testimonianza che attraversa quasi un secolo di storia vissuta da protagonista.
Michele Mariano – autore e regista del documentario
Ringrazio Roberto Vetere per la consulenza genealogica.
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