Responsabile per la Transizione Digitale: la guida DEFINITIVA
Автор: Transizione Digitale
Загружено: 2021-02-10
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Il mio primo articolo sul Responsabile per la Transizione Digitale (RTD) è del 2017, ben prima del “boom” sollevato dall’allora Ministro Bongiorno all’alba della sua famigerata Circolare 3/2018 in cui sollecitava la nomina di questa misteriosa figura.
A distanza di anni (e diversi articoli dopo), ho pensato di racchiudere all'interno di un unico webinar tutto quello che c’è da sapere sul Responsabile per la Transizione Digitale.
Il Responsabile per la Transizione Digitale (RTD) è una figura dirigenziale, interna a tutte le PA prevista dal CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale, D.lgs. 82/2005).
E’ stata ufficialmente introdotta per le PA locali con i DL 179/2016 e 217/2017 di modifica al CAD, ed è disciplinata dall’art. 17 del CAD stesso.
Nel DL 179/2016 si estende a tutte le amministrazioni (non solo centrali) l’individuazione di un ufficio dirigenziale a cui affidare la transizione alla modalità operativa digitale.
Con il DL 217/2017 nasce il concetto di Responsabile per la Transizione Digitale, integrando i suoi compiti con il coordinamento e la diffusione dei sistemi di identità e domicilio digitale, integrazione e interoperabilità tra i sistemi della PA e acquisti di soluzioni e sistemi informatici.
E’ un evoluzione da “centro di competenza” a cui affidare la strategia organizzativa (art. 17 del CAD), a vero e proprio “ufficio per la Transizione digitale” (DL 179/2016).
Fino ad ottobre 2018, rimane per lo più una figura sconosciuta o comunque poco conosciuta a livello di amministrazioni locali.
Poi... la prima svolta.
La Circolare n. 3/2018, adottata dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, sollecita tutte le amministrazioni pubbliche a individuare un Responsabile per la Transizione al Digitale.
In altre parole la Circolare invita le PA a definire, con atto organizzativo interno e nell’ambito della dotazione organica complessiva delle posizioni di funzione dirigenziale, l’ufficio dirigenziale, di livello generale ove previsto nel relativo ordinamento, cui attribuire i compiti per la transizione digitale declinati dal comma 1 dell’art. 17 CAD.
Il Responsabile della Transizione al Digitale (RTD) diventa così la figura dirigenziale all’interno della PA che ha tra le sue principali funzioni quella di garantire operativamente la trasformazione digitale dell’amministrazione, coordinandola nello sviluppo dei servizi pubblici digitali e nell’adozione di nuovi modelli di relazione trasparenti e aperti con i cittadini.
L'RTD ha tra le principali funzioni quella di garantire operativamente la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, coordinandola nello sviluppo dei servizi pubblici digitali e nell’adozione di modelli di relazione trasparenti e aperti con i cittadini.
Al Responsabile per la Transizione Digitale vengono richieste alte competenze in ambito tecnologico, manageriale e di informatica giuridica.
Essendo una figura trasversale a tutti gli uffici (e dovendo prendere decisioni strategiche) occorre che sia soprattutto una figura carismatica e che riesca a mantenere il controllo gestendo anche i colleghi più restii.
Il Responsabile per la Transizione Digitale ha un ruolo gerarchicamente superiore ad ogni altro dirigente nell’attuazione di tutte le iniziative dell’amministrazione legate al digitale, anche per quanto riguarda pareri e verifiche.
L'RTD rappresenta, anche in virtù della sua presenza sull’IPA, il punto di contatto dell’amministrazione verso l’esterno per le questioni legate alla digitalizzazione.
Sebbene il Responsabile per la Transizione Digitale debba essere una figura interna all’Ente (o al massimo in forma associata), l’affiancamento esterno non è solo consigliato, ma diventa quasi un passo obbligato per gli Enti che non hanno internamente le competenze richieste.
Il ruolo di questa figura esterna non deve essere una sostituzione della figura del Responsabile per la Transizione digitale ma bensì un aiuto, una spalla, un consigliere per il RTD.
Per esperienza personale, i migliori risultati ottenuti con percorsi di affiancamento che ho svolto con il mio team in decine di Enti, sono arrivati da quelle PA che NON hanno delegato totalmente il lavoro ma con cui abbiamo spartito i compiti in base alle competenze.
L’obiettivo di un affiancamento NON deve essere quello di dipendere dalla figura esterna ma di imparare, crescere attraverso il gruppo di lavoro con l’obiettivo di portare know-how internamente all’Ente, cercando con gli anni di aver sempre meno bisogno di supporto esterno.
Qui puoi trovare ulteriori informazioni sul nostro affiancamento al Responsabile per la Transizione Digitale: https://www.transizionedigitale.it/af...
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