FIGHT CLUB - Analisi psicologica e spiegazione del finale
Автор: CultMovie ITALIA
Загружено: 2022-02-14
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In questo nuovo appuntamento analizziamo le implicazioni psicologiche del conflitto tra individuo e società. Lo facciamo a partire da un Cult indiscusso del cinema e della letteratura. Il film in questione è FIGHT CLUB!
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Il film che ci mostra chiaramente il diretto rapporto tra società moderna e patologia mentale è Fight Club, tratto dall’omonimo romanzo.
Infatti se ci soffermiamo sui diversi disturbi psichici mostrati nel film possiamo notare che essi sono tutti collegati tra loro e prendono origine dall’iniziale senso di repressione che il protagonista sviluppa a partire dalla sua condizione lavorativa.
Tyler durden è intrappolato in un sistema macchinalizzato che lo costringe a limitare le sue capacità e che lo rende un semplice ingranaggio della catena di produzione. Proprio in risposta a questa limitazione si genera in lui una compressione di quelle energie psichiche che non trovando sfogo durante la giornata mantengono la sua mente attiva durante la notte.
Il primo sintomo della malattia mentale di Tyler Durden è quindi l’insonnia, che si sviluppa a partire dall’impossibilità di esprimere le sue reali inclinazioni all’interno del processo collettivo. Emblematico il fatto che proprio a partire dalla sua insonnia si sviluppano gli eventi che lo conducono poi a partecipare in prima battuta ai gruppi di sostegno per persone malate in fase terminale e in secondo luogo a dare vita al fight club come mezzo per sfogare le sue pulsioni represse.
Alla luce di ciò è facile individuare nell’insonnia e nei successivi disturbi psichici presentati nel film, una critica a quella vita moderna ridotta ad una costante riproposizione di azioni macchinali che condanna tutti noi ad essere sostanzialmente impiegati del sistema collettivo.
E il problema sta proprio nel fatto che l’individuo, considerato come un anello della catena sociale, non ha più la possibilità di inserire una vera e propria scelta all’interno del processo decisionale, essendo condannato all’attuazione meccanica e burocratizzata dei suoi compiti. Privato della scelta e ridotto ad un semplice automa, il nostro protagonista finisce allora per creare un alter ego che si contrappone alla sua linea cosciente, che agisce in autonomia, e che prende al posto suo le decisioni impulsive e liberatorie che lui ha rimosso.
Questo avviene perché tutte le scelte rimosse dal protagonista si condensano e vengono relegate in quella parte della sua personalità che rifiuta i limiti collettivi, e che tenta di liberarsi da essi. Tuttavia il gap che si crea tra queste due parti della sua personalità è talmente ampio da non consentire all’io di considerarle come parti di uno stesso individuo. Di conseguenza vediamo nel film che la rimozione della scelta a livello cosciente porta alla creazione di una seconda personalità inconscia che finisce per avere, come unico scopo, quello di combattere e distruggere quella stessa società che generato il conflitto interiore.
Da tutto ciò risulta chiaro che l’origine della scissione dell’individuo moderno sta nella mancanza di uno sfogo intermedio nelle attività quotidiane e nello svolgimento del proprio lavoro. E ciò si verifica perché la rimozione della scelta non porta all’eliminazione della tensione ad essa sottostante, bensì ad un accumulo che genera due estremi all’interno dello stesso individuo: cioè repressione e ribellione.
E qui arriviamo al problema più grande che il film ci mette davanti. Per paura di contrapporsi ad un sistema collettivo troppo potente per un singolo uomo, molto spesso le persone scelgono la repressione senza mezzi termini e rinunciano ad ogni forma di ribellione pur di preservare lo status quo.
In questo modo però l’essere umano appunto si scinde, e la sua lotta contro la società si trasferisce al suo interno sotto forma di un conflitto tra queste opposte tendenze. Una lotta interiore così forte da mettere in crisi perfino le sue capacità cognitive. Una lotta interiore che può portare l’individuo a perdere contatto con la realtà.
A questo punto, prendendo di nuovo ad esame la riflessione sul supereroe possiamo notare che le due personalità di Tyler Durden rispecchiano i due atteggiamenti tipici del supereroe e dell’antieroe.
Entrambe queste personalità riconoscono nei meccanismi collettivi un limite alla propria espressione, ma mentre il protagonista rifiuta di instaurare una lotta senza quartiere contro la società, riconoscendo che alcuni principi superiori sono inviolabili, il suo alter ego è disposto invece a tutto per farla crollare.
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