Mulino Seuneddu Capparedda Nuoro
Автор: Mascalzone Sardo
Загружено: 2022-12-16
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Nuoro la Storia del Mulino Seuneddu ai piedi del Monte Ortobene nella località Rio Capparedda.
Il Mulino conserva le pareti e parte del tetto una struttura muraria in blocchi squadrati di granito in buone condizioni di conservazione. Lateralmente risulta addossato al ponte sulla S.S. 129 e nel lato opposto alla scarpata rocciosa. All'interno del vano da cui si accede si nota il camino e sul soffitto un ampio ingresso voltato ad arco con il foro per la macina. Il locale attiguo è raggiungibile solo dal rio (a causa di crollo interno). La presenza di uno stretto cavedio dotato di una piccola apertura, sia nella parte bassa del prospetto retrostante, per l'adduzione dell'acqua, sia in quello frontale, per lo scarico del flusso idrico nel corso d'acqua antistante, fa ipotizzare l'utilizzo di una ruota verticale per l'azionamento del meccanismo di molitura. La struttura dovrebbe risalire alla fine del 1800.
Lo studioso barbaricino, Massimo Pittau, che per una vita è stato anche docente presso l'Università di Sassari, sostiene che i rioni storici di Nuoro sono Seuna e Santu Predu, e che gli stessi sono preesistiti sul Monte Ortobene. All'arrivo dei Romani, gli abitanti di Seuna - afferma Pittau - si rifugiarono sull'Ortobene, gettando le basi di un nuovo villaggio, detto "Seuneddu", perché piccolo.
Un analogo rifugio per i Santupredini fu realizzato a "Sedda Ortai". Gli abitanti di Nuoro, che avevano la necessità d'acqua, facevano rifornimento a "Funtanedda", a valle della Solitudine, lungo la statale Nuoro-Orosei. L'acqua era un bene primario, per cui la popolazione aveva la necessità di sfruttare il maggior numero di falde freatiche e di fonti naturali. Vittorio Angius, come scrive Alberto Caocci nella sua "Storia di Nuoro dal 1738 al 2005", nella visita a Nuoro indicò come principali sei fonti e corsi d'acqua. Tra i quali quello che veniva già dall'Ortobene verso "Isporosile": ossia il «Rio Seuna, che corre con molto rumore nella stagione piovosa, a cui si aggiunge un rivoletto del Monte che vien giù per un canale noscoso». Si tratta del corso d'acqua che scendendo dalla zona delle fonti di "Solotti" ed "Emilianu" viene giù per un canalone che raggiunge prima "Caparedda" e poi la vallata di "Isporosile". Scorrendo sotto il ponte della statale Nuoro-Orosei, a "Caparedda", un geniale Nuorese, di cui non si è riusciti a scoprirne l'identità, la proprietà originaria del mulino e gli eventuali passaggi di possesso e conduzione nel tempo. Seppur non appurata l'attinenza con il mulino qui descritto, il fondo “Reale Udienza di Sardegna”, conservato presso l’Archivio di Stato di Cagliari, cita una causa presso il tribunale supremo del Regno relativa ad un fatto criminale condotto da “…Fois Capitta Giuseppe Luigi del fu Cosimo, nato e domiciliato in Nuoro, d’anni ventiquattro, contadino, accusato di grassazione nella notte del 22 al 23 marzo 1858, a danno d'Antonio Vincenzo Carnoglio, nel mulino appartenente al medesimo nei territori di Nuoro”. Ha comunque realizzato il primo mulino ad acqua per macinare il grano. Opificio che è andato avanti per molti decenni e di cui ora si stanno riscoprendo i resti, che in qualche misura s'intendono rivalorizzare storicamente. Il sito ha suscitato anche l'interesse dell'amministrazione comunale.
Coordinate GPS: 40°19'22"N 9°20'43"E
Song: Tunetank - Not Your Hero (No Copyright Music)
Music provided by Tunetank.
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