La Bibbia: Quattro Vangeli e una questione (Lez. 4)
Автор: Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna
Загружено: 2023-02-05
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Fabrizio Demelas, docente di Sacra Scrittura alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, presenta, in un ciclo di lezioni introduttive e adatte a tutti, una serie di temi che hanno per oggetto il "libro dei libri".
Capitoli
00:00 Introduzione
02:55 Come si sono formati i quattro vangeli
03:43 Il lavoro dell’evangelista
07:24 Il significato di vangelo
08:59 Il primo vangelo
11:40 I tre sinottici
12:10 Marco fonte per Matteo e Luca
12:40 La questione sinottica
15:10 Il vangelo di Marco
17:14 Il vangelo di Matteo
19:20 Il vangelo di Luca
21:07 Il vangelo di Giovanni
Per spiegare come si sono formati i testi della Bibbia dobbiamo distinguere tra Antico Testamento e Nuovo Testamento. Lo facciamo per 2 motivi
- Un motivo Pratico: NT sono libri scritti nell’arco di circa 50 anni, da un ventennio circa dopo la morte di Gesù sino al 100 d.C:; AT scritti nell’arco di un circa 9 secoli, dalla prima monarchia sino al 30 a.C.
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Un motivo Teologico: il CCVII con Dei Verbum ci insegna che il gesto di Dio, cui «piacque … nella sua bontà e sapienza rivelarsi in persona e manifestare il mistero della sua volontà» si realizza, «risplende per noi in Cristo, il quale è insieme il mediatore e la pienezza di tutta intera la Rivelazione».
Per questo il NT è il culmine della Rivelazione e ha un posto preminente nella Bibbia cristiana.
Prendiamo le mosse, quindi, dal NT e, in particolare, dai libri che ci fanno incontrare Gesù, con il suo annuncio e la sua vicenda di passione, morte e risurrezione: i 4 vangeli.
L’evangelista Luca, nei primi 4 versetti del suo vangelo, ci fa sapere che molti hanno “cercato di raccontare” gli avvenimenti della vita pubblica di Gesù come erano stati trasmessi dai testimoni diretti.
Mosso dalle stesse intenzioni, Luca dice di aver fatto ricerche accurate e di aver messo mano a uno scritto ordinato, per trasmettere quegli insegnamenti.
Questa testimonianza diretta conferma che Gesù mandò i suoi a predicare e, come ricorda CVII, alcuni di loro e uomini della loro cerchia iniziarono a mettere per scritto quanto ricordavano. Da una fase orale, fatta di predicazione, si passa presto a una fase scritta ,
La più antica tradizione riteneva che il primo vangelo a trovare la forma definitiva fosse stato quello di Matteo. Invece, gli studiosi moderni hanno verificato un particolare che riguarda i vangeli di Matteo, Marco e Luca: i loro testi possono essere disposti in colonne parallele e letti in contemporanea, con un unico sguardo; per questo i tre vangeli sono detti “sinottici”.
Questa modalità di lettura ha consentito di verificare che il vangelo di Marco è contenuto per il 90 per cento del suo testo negli altri due. Marco, quindi, rappresenta il testo più antico, la fonte cui Matteo e Luca hanno attinto. Ma Matteo e Luca hanno altro materiale in comune che Marco non possiede: esisteva, quindi, una seconda fonte cui i due hanno attinto.
Il primo vangelo a trovare la sua forma definitiva fu, quindi, quello di Marco. Dal contenuto, gli studiosi hanno dedotto che la data di composizione deve risalire tra il 65 e il 70.
Il testo è anonimo, ma l’autore, secondo le indicazioni di Eusebio di Cesarea, fu Marco, discepolo di Pietro. Per questo si ritiene che il vangelo sia stato scritto a Roma e destinato a un pubblico non proveniente dal giudaismo. Lo stile di Marco è sobrio, conciso, a volte un po’ aspro.
La trama mostra Gesù che predica, dal momento del battesimo in poi, iniziando in Galilea a spostandosi poi a Gerusalemme.
Il vangelo di Matteo, anche questo anonimo, è posteriore al 70. L’autore sarebbe stato Matteo l’apostolo. Il testo è destinato a un ambiente giudaico. La trama segue quella di Marco, con un’aggiunta: un racconto dell’infanzia di Gesù. Il testo si sviluppa presentando cinque grandi discorsi di Gesù.
Il vangelo più lungo è quello di Luca. Anche Luca scrive dopo il 70, per cristiani di ambiente greco.
Pur seguendo la stessa trama di Marco, Luca aggiunge un racconto dell’infanzia di Gesù, diverso, però, da quello di Matteo.
Il vangelo di Giovanni si distingue dagli altri. Il testo fu opera del “discepolo che Gesù amava”, identificato con l’apostolo Giovanni. Giovanni usa materiale proprio, con pochi tratti in comune con i sinottici e sviluppa la trama in modo diverso. Anche la data di composizione si ritiene che sia posteriore, verso il 90-95 circa.
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