Sperone"Il Paese Fantasma"
Автор: Droni Customer Service
Загружено: 2019-07-30
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Il borgo originario, detto anche Sperone Vecchio, sorge in una posizione panoramica della località denominata "valico delle forchette" situata sul monte Serrone a quota 1224 m s.l.m.[1]. Il monte, incluso nell'area del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, separa la valle del Giovenco dall'altopiano del Fucino. Il suo territorio montano è attraversato dalla terminazione meridionale della faglia che il 13 gennaio 1915 generò il terremoto catastrofico dell'XI grado della scala Mercalli che sconvolse il territorio della Marsica causando oltre 30 000 vittime.
Sperone Vecchio, completamente distrutto dal sisma, è stato ricostruito delocalizzando il nuovo borgo più a valle non distante dal paese originario. Le mutate condizioni socio-economiche del XX secolo hanno spinto gli abitanti ad accettare il trasferimento a Borgo Sperone, località contigua al paese fucense di Gioia dei Marsi, sede dell'omonimo comune. Il vecchio paese che può essere raggiunto soltanto attraverso un tortuoso sentiero che parte dalla strada statale 83 Marsicana[2] dista circa 136 chilometri da Roma[3], 87 dall'Aquila[3], 33 da Avezzano[3] e circa 7 chilometri dal capoluogo comunale[3].
Storia
Torre del XIII secolo
Ruderi di Sperone Vecchio
Oppida ("ocres" in lingua marsa) ed alcuni santuari erano situati nella zona della torre di Sperone e intorno alla vicina città di Gioia Vecchio che rappresentava un centro fortificato dei Marsi, secondo gli studi effettuati dallo storico ed antropologo Antonio De Nino.
Il toponimo ha origine da quello di due antichi castelli: Sparnasio, che deriverebbe dal dio greco Pan e Asinio che era situato sul sentiero che collega il borgo alla vicina comunità di Aschi Alto. Successivamente, dall'unione dei due castelli, si formò il nucleo abitato, chiamato nel medioevo Speron d'Asino, che nell'anno 1193 risultò essere un feudo di Simone di Capistrello, signore di alcuni castelli-recinto della Marsica insieme al fratello Crescenzio[4].
La torre cilindrica, che domina l'abitato dal passo Sparnasio[5] ad un'altitudine di 1240 m s.l.m., risale al XIII secolo quando fu innalzata dai conti dei Marsi in concomitanza con la nascita dell'omonima contea, in allineamento con altre strutture militari analoghe presenti intorno al Fucino. Superate le esigenze militari e di controllo del territorio della contea, in particolare il confine con la valle Peligna e la via di comunicazione con i territori del sud Italia, il paese perse d'importanza strategica.
Unitosi amministrativamente a Gioia dei Marsi nel 1840[6] contava una popolazione di circa 220 unità nel 1869, come riportò lo storico Andrea Di Pietro[7].
Sperone è stato profondamente segnato dal sisma del 1915 che distrusse buona parte del territorio della Marsica, causando oltre 30.000 morti e distruzione in tutta l'area del centro Italia. La faglia del Fucino che generò il sisma, infatti, presenta la terminazione meridionale con l'espressione superficiale ben visibile, sul monte Serrone dove sorgeva il paese originario che fu completamente distrutto[8].
A causa della posizione di forte pendio del paese, situato ai piedi della torre medievale, una commissione di esperti, valutando la delicata situazione abitativa del centro, decise di delocalizzare l'abitato che fu ricostruito più a valle[9]. Nel XX secolo le mutate condizioni socio-economiche spinsero gli abitanti a trasferirsi definitivamente tra il 1963 e il 1971[10] dal luogo, che nel frattempo acquisì anche la denominazione di Torre Sperone, al costruendo Borgo Sperone[11].
Un progetto dal titolo Sperone. La Gioia che ri-torna, volto al recupero e alla rivitalizzazione del vecchio paese è stato presentato nel 2011 dagli amministratori del comune di Gioia dei Marsi.
info prese su wikipedia
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