Tappa 33 - Viterbo - In diretta su Uno Mattina
Автор: Un Viaggio da Sclero
Загружено: 2022-06-19
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Stamattina sono partito da Montefiascone in direzione Viterbo piuttosto tardi, verso le nove e mezza, perché ho dovuto aspettare di finire un'intervista via Skype con Canal Italia. Lasciare Montefiascone mi dispiace perché l'accoglienza è stata splendida, ma ora il mio cammino prosegue lungo la Via Francigena, che qui si unisce alla Via Romea Germanica.
È una sensazione incredibile pensare che proprio da qui iniziano gli ultimi 100 km prima di arrivare alla tomba di Pietro a Roma. Il percorso è tenuto benissimo, con l'erba tagliata, e a un certo punto ho iniziato a camminare sui sassi dell'antica via romana: è strano e bellissimo pensare a quante persone ci abbiano camminato nei secoli.
Tuttavia, la tappa è stata davvero dura. Il caldo era soffocante, verso mezzogiorno c'erano 32 gradi e pochissima ombra. A un certo punto la stanchezza si è fatta sentire così tanto che ho iniziato a camminare "in modalità pinguino" e ho dovuto bagnarmi la bandana per rinfrescarmi un po'. Ho anche superato le Terme del Bagnaccio, ma nonostante il consiglio del mio amico pellegrino Alessandro, ho deciso di non fermarmi: temevo che se mi fossi rilassato non sarei più riuscito a ripartire.
Finalmente sono arrivato a Viterbo, la città dei Papi. È stato emozionante rivedere il Palazzo dei Papi e ricordare la storia del famoso conclave, quando i cittadini, stanchi dell'indecisione dei cardinali, arrivarono a scoperchiare il tetto del palazzo per costringerli a eleggere il nuovo Papa. In centro ho avuto anche il piacere di incontrare un sacerdote che conoscevo fin da piccolo, quando giravo con il "Ciao", ed è stato bellissimo essere accolto così.
Ora mi trovo al convento di Santa Rosa. Anche se la fatica è tanta, questo viaggio di circa 2.000 km da Valdobbiadene alla Puglia è per me fondamentale. Voglio dimostrare che, nonostante la sclerosi multipla, è possibile rialzarsi e continuare a vivere. Un anno fa riuscivo a muovermi solo con le stampelle, ma ho deciso di lanciarle via e riprendere in mano la mia vita; oggi sono a metà del mio percorso e tra una settimana spero di essere a Roma.
Camminare con questa patologia significa avere tempi e modi differenti, ma la felicità che provo nel conoscere persone nuove e vivere queste bellezze ripaga ogni sforzo.
Affrontare questo cammino è come scalare una montagna con uno zaino pesante: ogni passo costa fatica, ma la vista che si gode lungo la strada e la forza che scopri dentro di te rendono il peso quasi impercettibile.
www.unviaggiodasclero.it
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