Festival di Napoli 2018 ADRIANA BRUNI "Che lle conto"
Автор: Festival di Napoli
Загружено: 2019-06-30
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Ciò che leggerete su questa "post-recensione", è un esempio di amicizia d'arte. Oggi sembra facile diventare amici di qualcuno con un click e partecipare virtualmente alla sua vita attraverso lo schermo di un computer o di uno smartphone, è altresì difficile instaurare un legame basato sulla frequentazione reale ed è ancora più complicato incentrarsi sulle amicizie discrete, quelle fondate su incontri sporadici ma sempre piacevoli, intensi, profondi. Se ci soffermassimo un attimo a riflettere su cosa significa davvero essere amici spaziando dal reale al fantastico, dal mito al cinema, dalla storia alla letteratura, dall' arte allo sport, potremo capire meglio, uno dei valori più importanti della vita.
Sfogliando le pagine della memoria, si scoprirà che la rivalità può nascondere amicizia, è successo con Gino Bartali e Fausto Coppi anche solo attraverso la scrittura, con Galileo Galilei e Artemisia Gentileschi, per poi scoprire che l’amicizia è anche svago e divertimento, con Brad Pitt e George Clooney. Se scrutassimo anche con meno occhio critico e più con quello umano, il panorama incantato del golfo di Napoli, possiamo anche rendere noto che la rivalità tra Mario Abbate e Sergio Bruni tanto conclamata nelle opinioni critiche e popolari negli anni '50, '60 e '70 testimoniata dalla formazione di veri e propri gruppi di fan contrapposti pronti persino a darsele di santa ragione, potremmo notare che quell' antagonismo in realtà celava tra i due grandi artisti, una grande stima e ammirazione reciproca. A svelarlo non solo gli amici più stretti, ma anche Adriana Bruni (figlia di Sergio) e Massimo Abbate (figlio di Mario). Un aneddoto su tutti. Abbate invita Claudio Villa e Sergio Bruni per sfuggire all'assalto dei fan, a fare un giro in barca sul tratto che da Mergellina porta verso Santa Lucia. Durante il percorso, Villa dice ai due: Se io so' er Reuccio della canzone italiana, chi de voi due è quello della canzone napoletana? Bruni risponde: Una volta c'erano i Re, ora ci sono i grandi e con tutto il rispetto per Mario credo che sia evidente che io sono il più grande. Abbate replica: E' vero... Sergio è il più grande cantante napoletano di Villaricca... io di Napoli. Ridono tutti e strattonandosi con battute varie a sfottò le tre ugole d'oro, finiscono in acqua per un bagno nel mare azzurro sotto il sole di Napoli. Tra Adriana Bruni e Massimo Abbate è continuata la stessa amicizia e stima che dura da anni da quando insieme su RAI Uno cantarono, davanti a due commossi conduttori del programma Leopoldo Mastelloni e Loretta Goggi la leggendaria “Michelemmà”. A distanza di tanti anni Adriana è qui sulle tavole del mitico Politeama tempio dei festival, su invito di Massimo in qualità di ospite d'onore del Festival di Napoli 2018. Un artista importante per la nostra cultura musicale indipendentemente dal cognome che porta. Noto il suo impegno nel diffondere la canzone napoletana nel mondo e reduce proprio da una tournée al Cairo. La sua voce delicata, misurata e garbata esattamente in disaccordo con quelle che si ascoltano oggi, squaiate e con gravi mancanza di educazione, di senso della misura, profuma d'amore e ci fa viaggiare con intimità in un brano molto bello scritto da un Palomba in grande stile classico e dallo stesso Bruni. L'Orchestra Sinfonica del Conservatorio San Pietro a Maiella diretta dal maestro Leonardo Quadrini, ci porta in un tempo prezioso dove la creatività, erede della grande tradizione, fa ancora la sua parte da leone che nonostante profonde ferite non è morto. La Bruni interpreta tra l'umano e il trascendente con umile cadenza. Attenta, culturalmente pignola, studiosa e proprio come il padre, si concede al pubblico ma si ritrae all'ambiente. La sua è una performance di grande stile. Si sente a casa tra gli Abbate che la coccolano con sensibile affetto. Condivide il progetto di questo festival che ha come scopo quello di riportare il solco e il valore delle tradizioni nelle mani degli autori, dei cantanti e dei musicisti in nome di una creatività artistica libera e indipendente dalle logiche commerciali, confermandosi una delle poche prospettive serie per superare questo periodo di transizione dove il bello, è succube dell'ovvio e della volgarità. La presenza dei figli d'arte Rino Abbate (figlio di Mario) Adriana Bruni appunto (figlia di Sergio), Fabrizio Fierro (figlio di Aurelio), Gianfranco Gallo (figlio di Nunzio) e Susy Sebastiano (nipote di Franco Ricci) a questo festival, testimoniano la volontà di far nascere una nuova era per la canzone napoletana non passatista ma non immemore del passato, non più volgare ma con uno sguardo ammiccante e convinto verso le origini e un altro proteso e aperto in avanti.
A cura dell' Ania Associazione Nazionale Italiana Artisti.
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