🏛️ LE ABITAZIONI dell'ANTICA ROMA: Domus, Villa di Campagna e Insula 🏡🏚️ STORIA ROMANA 📚
Автор: Pasticciotti
Загружено: 2026-03-02
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Le abitazioni in cui vivevano gli antichi romani potevano essere di tre diverse tipologie.
DOMUS
I Romani più ricchi vivevano nella domus: una casa ampia e comoda, con molte stanze, splendente di marmi e colonnati, che era circondata da un alto muro, in modo che gli abitanti non fossero disturbati dalla confusione cittadina.
Abitazione urbana unifamiliare, tipica delle classi abbienti, era caratterizzata da una pianta rettangolare e si sviluppava solitamente su un solo piano, con stanze disposte attorno ad un atrium centrale e un peristilio, ossia un cortile interno o giardino circondato da un portico a colonne, tipico delle domus più lussuose, come quelli che si possono ammirare in alcune ricostruzioni di case pompeiane.
L'atrium era il cuore centrale della casa, con un’ apertura verso l'alto (detta compluvium) e una vasca sottostante (chiamata impluvium) per raccogliere l'acqua piovana.
Il tablinum invece era Lo studio del padrone di casa, ed era situato tra l'atrio e il peristilio. In Questa stanza, il padrone conservava documenti importanti, riceveva ospiti e clienti e gestiva affari.
La sala da pranzo si chiamava triclinium e prendeva il suo nome dall’arredamento che conteneva, ossia tre letti disposti a ferro di cavallo, su cui i romani si stendevano per consumare il pasto.
Si dormiva nei cubicula, camere da letto solitamente piccole e disposte intorno all'atrio.
C’era poi la culina, ossia la cucina: un ambiente piccolo e funzionale, solitamente posizionato in un’area laterale. Era caratterizzata da un banco in muratura con focolari, uno spazio per la legna, giare, anfore e spesso un forno per il pane, e veniva utilizzata principalmente da servi e schiavi per preparare pasti complessi.
Per dovere di completezza, menzioniamo anche il vestibulum: un corridoio d'ingresso che collegava la strada all'atrio.
Talora poteva accadere che, integrato nella facciata di una domus , vi fosse una taberna, ossia un locale con ingresso indipendente sulla strada, che fungeva da bottega o negozio.
Ogni domus aveva infine un lararium, vale a dire un Piccolo altare domestico dedicato al culto dei Lari e dei Penati, di cui vi abbiamo già parlato in un altro videop.
VILLA
Quando il ricco romano si stancava della frenetica vita di città, lasciava la sua domus e per qualche mese si trasferiva in campagna, dove possedeva grandi estensioni di terreno e una bellissima villa.
La villa di campagna era formata dalla residenza del padrone e da una grande fattoria. La residenza del padrone era simile alla domus di città, ma ancora più ampia ed elegante, con grandi porticati, sale per pranzi al chiuso e all’aperto, un bagno sontuoso, un vasto giardino ornato da fontane e statue.
La fattoria, invece, era una vera e propria azienda agricola, con orti, frantoi, magazzini, granai, vasche e tini per pigiare l’uva, cantine e aree in cui interrare anfore per la conservazione di cibi e bevande, stalle e recinti per gli animali, ma anche un forno per cuocere il pane e una falegnameria.
La villa di campagna romana, risalente alla fine dell’età imperiale, si evolverà poi nella curtis medievale, una grande azienda agricola che comprendeva anche l’abitazione del signore e di cui vi abbiamo parlato nel video indicato qui in alto.
INSULAE
Ben diverse dalla case dei ricchi erano le abitazioni dei poveri, che vivevano in palazzi a più piani detti insulae, formati da molti appartamenti. Si trattava di grandi edifici, fatti erigere da costruttori senza scrupoli, che spesso risparmiavano sui materiali, cosicché crolli e incendi erano all’ordine del giorno. Essi sfruttavano al massimo lo spazio, suddividendo gli edifici in stanze molto piccole.
Le insulae erano edifici a pianta quadrangolare, con cortile interno talvolta porticato, sul quale erano posti i corridoi di accesso alle varie unità abitative, dette cenacula, tecnicamente veri e propri "appartamenti"
Di solito, le insulae ospitavano al piano terra le tabernae, ossia botteghe e negozi di artigiani e piccoli commercianti. Ai piani superiori si trovavano gli alloggi, che diventavano meno pregiati man mano che si saliva verso il tetto. Gli appartamenti delle insulae erano privi di servizi igienici, così la gente attingeva acqua alle fontane, gettava i rifiuti in strada e si riscaldava con bracieri improvvisati, molto pericolosi per la sicurezza di tutti gli abitanti dell’insula.
E tu? Dove avresti voluto vivere? Scrivicelo nei commenti! Ciao e al prossimo video!
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