Operazione contro estremisti ultradestra: sequestrato arsenale
Автор: TorinoCronaca
Загружено: 2019-07-15
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Fucili d'assalto automatici di ultima generazione e addirittura un missile aria-aria Matra da 800 chili (e dal valore di circa 500 mila euro) di fabbricazione francese, perfettamente funzionante ed in dotazione alle forze armate del Qatar: è quanto i poliziotti del Servizio Antiterrorismo dell'Ucigos e della Digos di Torino hanno sequestrato, questa mattina, nel corso di una serie di blitz scattati in contemporanea in alcune città del Nord Italia, nei confronti di una serie di persone ritenute orbitanti nei gruppi dell'estrema destra oltranzista.
IL RAZZO ERA CUSTODITO IN UN HANGAR
Il razzo, assemblato nell'ottobre del 1980, è stato trovato in un hangar, nei pressi dell'aeroporto di Rivanazzano Terme (Pavia), poi messo in sicurezza dagli specialisti dell'Esercito e dei vigili del fuoco. In quel capannone gli agenti della Digos hanno recuperato molto altro materiale, tra cui due contenitori lanciarazzi, che ora i militari dovranno inventariare ed esaminare.
FERMATI UN ITALIANO ED UNO SVIZZERO
Il deposito era nella disponibilità di due persone, un italiano, F.B. 51 anni e uno svizzero, A.M. 42, fermate dalla polizia in un albergo a Forlì. I due, secondo gli investigatori della Digos, avrebbero voluto mettere in commercio quel missile aria-aria Matra e per questo sono finiti nel mirino dell'autorità giudiziaria.
NEL MIRINO ITALIANI CHE HANNO COMBATTUTO IN UCRAINA
L'operazione, coordinata dalla procura di Torino (ed alla quale hanno collaborato anche le Digos di Milano, Varese, Pavia, Novara e Forlì), è nata da un'indagine della Digos sabauda relativa a cinque ex combattenti italiani con "ideologie oltranziste" che hanno preso parte alla guerra nel Donbass, in Ucraina, risultati, però, estranei alla vicenda come ci ha tenuto a precisare il questore di Torino Giuseppe De Matteis.
LE INTERCETTAZIONI
"Durante l'attività d'intelligence - ha spiegato il dirigente della Digos di Torino, Carlo Ambra - sono stati riscontrati contatti telefonici tra un miliziano ed un esperto d'armi che proponeva l'acquisto di un missile. Le indagini hanno portato a scoprire un arsenale considerevole, con una capacità offensiva elevata. Ripercorreremo la filiera a ritroso, per capire dove ci porta". Il procedimento, è stato ribadito, non riguarda in alcun modo i cinque ex combattenti.
PRESO UN EX ISPETTORE DELLE DOGANE
Oltre allo svizzero ed all'italiano, sotto la lente degli investigatori è finito anche il 60enne F. D. B., ex ispettore antifrode delle dogane che nel 2001 si candidò al Senato, per Forza Nuova, nel collegio di Gallarate (Varese). In un'intercettazione lo si sente mentre propone la vendita del missile a 470mila euro e, tra i contatti che aveva preso, figurava anche il funzionario di uno stato estero.
L'ARSENALE ERA IN CAMERA DA LETTO
E' stato durante la perquisizione nell'abitazione dell'uomo, a Gallarate, che gli agenti si sono imbattuti nell'arsenale: armi da guerra e comuni, detenute illegalmente e nascoste in camera da letto. Complessivamente, i poliziotti hanno sequestrato nove fucili da guerra, una pistola mitragliatrice, tre fucili da caccia, sette pistole, sei parti di armi da guerra (otturatori, caricatori, canne, gusti), venti baionette, 306 parti di armi da sparo (caricatori, canne, otturatori, silenziatori, ottiche), 831 munizioni. In casa sua l'ex ispettore delle Dogane aveva anche numerosi stemmi e cartelli con simbologia naziste.
LE PAROLE DEL QUESTORE
Nel caso dei tre fermati, il questore di Torino ha spiegato che si tratta "di persone assolutamente scollegate dai grandi giri di criminalità", precisando che "in questa indagine non ci sono collegamenti organici oggi con formazioni di destra". Infine, a proposito del missile aria aria, De Matteis ha evidenziato che "una persona abilitata ad armarlo poteva renderlo offensivo".
LA PREVENZIONE FUNZIONA
"Abbiamo delle idee su cosa si potesse fare con il materiale sequestrato ma ad oggi non c'è alcun riscontro che ci consenta di fare ipotesi" ha spiegato, dal canto suo, Eugenio Spina, dirigente Ucigos che ha poi precisato: "al momento non ci sono elementi che ci facciamo pensare a progettualità eversive". "Questa operazione - ha concluso Spina - è la testimonianza di come l'attività di prevenzione funziona e funziona bene. E' bastata una minima traccia che abbiamo colto da una conversazione per seguire costantemente la vicenda con i risultati che abbiamo ottenuto".
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