"Le ragioni del Sì": Nordio a Perugia per difendere la riforma della giustizia
Автор: Il Giornale dell'Umbria
Загружено: 2026-02-18
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«Con il “sì” salterà il sistema delle correnti in magistratura»
(Perugia) Presso il Teatro Pavone di Perugia, nel primo pomeriggio di oggi, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha incontrato una folta platea per illustrare le ragioni del sì al referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. L'evento, introdotto dal presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati Antonio Baldassarre, ha visto il ministro Nordio confrontarsi direttamente con i cittadini, al di là degli addetti ai lavori del mondo giuridico.
"Abbiamo approvato la legge nei due rami del Parlamento, ma è mancato il quorum dei due terzi, quindi serve un pronunciamento dei cittadini", ha esordito Nordio. "Al referendum non c'è quorum, chi prende un voto in più, vince. Il quesito è unico: si chiede di confermare o meno la nuova legge, ma riguarda i tre grandi temi: separazione delle carriere, sorteggio per il CSM, separazione del potere disciplinare".
Il ministro ha quindi illustrato la ratio della riforma, sottolineando la necessità di garantire la "terzietà e imparzialità" del giudice, "che sta sopra alle altre due figure, PM dell'accusa e avvocato difensore dell'imputato". Attualmente, ha spiegato Nordio, "la situazione è sbilanciata a favore dell'accusa: la terzietà e imparzialità “va a farsi benedire”, perché i PM sono chiamati a valutare i giudici che, invece, dovrebbero stare in alto”.
Sulla mancata attuazione della riforma "Vassalli" del 1989, il ministro ha attribuito la responsabilità ai "governi poco stabili degli ultimi quarant'anni, che duravano neanche un anno". “Ora, invece, la stabilità c'è, è un onore per il nostro Paese e quindi è giusto proseguire per allinearci con le altre grandi democrazie occidentali".
Particolarmente acceso il confronto sul ruolo del CSM. Secondo Nordio, "si sono creati 'partitini' all'interno della categoria dei magistrati", con nomine che seguono logiche correntiste anziché di merito. "Con il sorteggio, questo sistema salterà", ha assicurato il ministro, "perché oggi un eletto al CSM che deve valutare un magistrato che gli aveva dato il voto...difficilmente sarà imparziale. E ci sono magistrati bravissimi che, non iscritti alle correnti, non fanno carriera".
In conclusione, Nordio ha ribadito che “con il successo del sì salterà il sistema delle correnti in magistratura", auspicando un voto favorevole dei cittadini per realizzare una riforma attesa da decenni.
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