I protagonisti del campionato 1976/1977: Roberto Pruzzo
Автор: Zio Gilberto (ZioGilberto)
Загружено: 2022-09-08
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Cresciuto nelle giovanili del Genoa fece il suo esordio in Serie A il 2 dicembre 1973 nella partita contro il Cesena, terminata 1-1. Da giovane non pensava di divenire calciatore, tanto che l'allora presidente Fossati faticò per convincerlo a firmare il contratto.
Realizzò la sua prima rete in Serie A proprio contro la squadra in cui giocò successivamente, la Roma, il 3 ottobre 1976 in un pareggio per 2-2, anche se la rete più importante in maglia rossoblù risale al 13 marzo 1977 quando, di testa, segnò il gol-vittoria nel derby stracittadino contro la Sampdoria.
Con il Grifone disputò 5 stagioni di cui 3 nella massima serie e 2 in Serie B, collezionando ben 143 presenze e 57 gol (media 0.40 gol/partita) e divenendo anche capocannoniere della Serie B nella stagione 1975-1976. Fu uno dei bomber del Genoa più prolifici di tutti i tempi insieme a Diego Milito (media 0.59 g/p), Tomáš Skuhravý (media 0.36 g/p) e Carlos Aguilera (media 0.34 g/p). Fu proprio nel Genoa che l'attaccante guadagnò l'appellativo di O Rey di Crocefieschi.
Nella stagione 1977-1978 la sua prolificità segna un lieve passo all'indietro, facendo sorgere qualche dubbio negli operatori di mercato e Anzalone ne approfitta per farlo sbarcare a Roma. Pruzzo venne ceduto così alla squadra capitolina nell'estate seguente, per l'importante cifra di 3 miliardi di lire più il passaggio in rossoblù del giovane Bruno Conti.
Al suo primo anno romano non combina moltissimo: la squadra lotta per non retrocedere e lui viene coinvolto nel disastro generale. Anche la seconda stagione, la prima dell'era Viola, inizia sulla stessa falsariga, tanto che lo stesso Pruzzo, in una intervista, dichiara di non riconoscersi più. Da lì, l'esplosione definitiva in giallorosso.
Nella Roma stabilì vari record: vinse tre titoli come capocannoniere nel 1981 (18 gol), 1982 (15 gol) e 1986 (19 gol), conquistò quattro Coppe Italia (1980, 1981, 1984 e 1986) e lo storico scudetto del 1982-1983. Con 106 gol è stato per lungo tempo il miglior realizzatore nella storia della società (record poi superato da Francesco Totti nel corso della stagione 2004-2005).
Tra i suoi gol più importanti si ricordano quello che salvò la Roma nella stagione 1978-1979 contro l'Atalanta, il gol-scudetto contro il Genoa nella stagione 1982-1983, quello in rovesciata a Torino contro la Juventus nella stagione 1983-1984 che regalò il 2-2 alla squadra giallorossa all'ultimo minuto; in campo europeo, rimangono degni di nota soprattutto la doppietta contro il Dundee United nella semifinale della Coppa dei Campioni 1983-1984, a cui fece seguito il gol segnato al Liverpool nella successiva finale conclusasi con la vittoria degli inglesi ai rigori. Nella stagione 1985-1986, in Roma-Avellino 5-1, segnò inoltre una storica cinquina.
Il 20 settembre 2012 è stato tra i primi 11 giocatori ad essere inserito nella hall of fame ufficiale del club giallorosso.
Dopo aver totalizzato 240 presenze e 106 reti con la maglia giallorossa nella stagione 1988-1989 Pruzzo passò alla Fiorentina. Qui però collezionò appena 6 presenze da inizio partita, più qualche scampolo di gara. Realizzò il suo unico gol della stagione proprio contro la Roma, il 30 giugno 1989, di testa su cross di Roberto Baggio: quella rete consentì ai viola l'accesso in Coppa UEFA ma fu anche l'ultima partita della sua carriera. Dopodiché pensò anche di continuare per un altro anno l'esperienza a Firenze, ma lo fece solo come dirigente accompagnatore della società. Con l'avvento dei Cecchi Gori la sua esperienza si chiuse e diede l'addio al calcio.
Nazionale
Pruzzo esordì in Nazionale il 23 settembre 1978 in Italia-Turchia (1-0). Nel 1980 rientrò nella rosa dei 22 convocati per l'Europeo casalingo, senza tuttavia scendere mai in campo, mentre nel 1982 non fu neanche selezionato da Enzo Bearzot per il Mondiale in Spagna nonostante fosse reduce da due stagioni consecutive quale capocannoniere della Serie A, provocando vivaci polemiche tra coloro che sostenevano come la rappresentativa italiana fosse al tempo dominata dal cosiddetto blocco juventino.
Nella stagione 1985-1986 conquistò per la terza volta il titolo di miglior marcatore della massima serie italiana, ma anche in questa occasione il suo nome non figurò neppure tra le riserve della Nazionale per Messico 1986. In totale il suo bottino in maglia azzurra fu di appena 6 presenze, senza realizzare gol
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