A Passo di Friuli - Stavoli e l'incanto smeraldo del Glagnò
Автор: VINCENZO - Exploring FVG
Загружено: 2026-03-02
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28-02-2026
📍 Punto di partenza 46.400744, 13.161196 - L’escursione ha inizio poco oltre Campiolo Alto. Lasciata l’auto in una piazzola sulla destra, il percorso comincia con circa un chilometro di salita costante su asfalto. È un tratto che serve a calibrare il passo e a lasciarsi alle spalle i rumori della civiltà, addentrandosi nel silenzio della Val del Ferro.
Giunti a un bivio sulla sinistra, il sentiero abbandona la strada e si tuffa verso il fondo valle, perdendo circa 90 metri di quota. Prima di puntare a Stavoli (destra), è d’obbligo una breve deviazione a sinistra per scoprire un angolo di contrasti incredibili: un maestoso punto panoramico a ridosso del "tubo" nero, così mi piace chiamarlo, della Nuova Ferrovia Pontebbana. Qui, l'ingegneria moderna che protegge i treni dai crolli si sposa con la natura selvaggia, tra piccole gallerie scavate nella roccia e una graziosa cascata che rompe il silenzio.
Rientrati sul tracciato principale, ci si inoltra verso l'interno della valle costeggiando il torrente Glagnò. Per quasi un chilometro, il sentiero procede pianeggiante in un ambiente che mozza il fiato: le acque smeraldine, la purezza del torrente e la fitta vegetazione richiamano scenari nordici, quasi canadesi o scandinavi. È un tratto rigenerante, dove la pendenza è quasi impercettibile e lo sguardo può indugiare sulla trasparenza totale di uno dei corsi d'acqua più puri della regione.
Giunti al ponte, il cartello segnaletico CAI 417 indica la direzione per Stavoli. Qui inizia la vera salita: circa 2 km di sentiero per 300 metri di dislivello. È un'ascesa che richiede di "spezzare il fiato", ma che regala un incontro ravvicinato con la storia. Lungo il cammino, si può scorgere un'incisione sulla roccia: "Anni di guerra 1916". Questa "firma" ci ricorda che quella che oggi è una via di svago, nel 1916 era una linea logistica fondamentale della Grande Guerra. Qui operava il Genio Militare per consolidare le difese della Val Fella, e su questi stessi gradini di pietra passavano truppe e portatrici per rifornire le sentinelle delle Prealpi Carniche.
Superata l'ultima balza, il borgo di Stavoli si rivela come una visione d’altri tempi. Raggiungibile esclusivamente a piedi, questo villaggio è un esempio straordinario di resilienza. Il nome stesso, dal latino stabulum (dimora/stalla), ne ricorda le origini pastorali, ma l'architettura in pietra perfettamente conservata parla di una comunità che nel tempo ha saputo sfidare l'isolamento. Senza strade, senza auto, con i rifornimenti che arrivavano tramite una teleferica o sulle spalle dei residenti, Stavoli è un luogo unico.
Piccola curiosità! "Nato con l’intento di valorizzare e ridare vita al borgo più isolato d’Italia, il Festival isola di Stavoli porta dal 2023 un’offerta culturale innovativa in un luogo suggestivo intriso di autenticità e storia. Un festival multidisciplinare che associa spettacoli dal vivo ad attività e laboratori mirati al benessere psicofisico e alla ricerca creativa, una proposta culturale ed esperienziale pensata come un percorso che ciascuno può comporre su misura." (credits: Festival - L'isola di Stavoli)
Il fruscio costante del torrente in basso e la dolce brezza di valle che soffia tra le case in pietra creano un’atmosfera indescrivibile: un silenzio che non è vuoto, ma pienezza di natura e storia.
Note Tecniche in Sintesi:
Punto di Partenza: Strada verso Campiolo Alto (46.400744, 13.161196)
Dislivello Totale: Circa 400 metri (considerando il saliscendi al torrente)
Lunghezza: Circa 7,5km (A/R)
Difficoltà: E (Escursionistico) - Richiede un minimo di allenamento per la salita a Stavoli.
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