Amina Alaoui HIJA MIA Canzone tradizionale sefardita
Автор: Goffredo Califano
Загружено: 2018-08-15
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Amina Alaoui è un’interprete marocchina della musica arabo-andalusa. Ha registrato “Hija mia” nell’album “Alcantara” (Auvidis Ethnic 1998).
Il termine Sefardita deriva da “Sefarad”, parola con cui gli ebrei spagnoli indicavano la Spagna. Dopo la loro espulsione, decretata nel 1492 dai sovrani cattolici, hanno mantenuto vive per secoli la lingua spagnola medievale e la tradizione culturale giudaico-spagnola nelle diverse aree del Mediterraneo in cui si sono stabiliti.
HIJA MIA
Hija mia, mi querida
aman, aman
no te eches a la mar
que la mar esta en fortuna
mira que te va a llevar,
que la mar esta en fortuna
mira que te va a llevar.
Que me lleve y que me traiga
aman, aman
siete funtas de hondor
que m’engluta pexe preto
para salvar del amor,
que m’engluta pexe preto
para salvar del amor.
Hija mia, mi querida
aman, aman
no te eches a la mar
que la mar esta en fortuna
mira que te va a llevar,
que la mar esta en fortuna
mira que te va llevar,
que la mar esta en fortuna
mira que te va llevar.
FIGLIA MIA
Figlia mia, mia amata
Dio mio! Dio mio!
non andare al mare
che il mare è in tempesta
attenta che ti porterà via,
che il mare è in tempesta
attenta che ti porterà via.
Che mi porti via e mi trascini
Dio mio! Dio mio!
nel profondo degli abissi,
che mi divori un pesce nero
per salvarmi dall’amore,
che mi divori un pesce nero
per salvarmi dall’amore.
Figlia mia, mia amata
Dio mio! Dio mio!
non andare al mare
che il mare è in tempesta
attenta che ti porterà via,
che il mare è in tempesta
attenta che ti porterà via,
che il mare è in tempesta
attenta che ti porterà via.
INTERPRETAZIONE
La canzone appartiene al repertorio tradizionale sefardita, ma la sua presenza sembra attestata anche in altri ambiti culturali del Mediterraneo. Il tema affrontato nel testo è quello del rapporto tra madre e figlia di fronte alle attrazioni e alle incertezze del mondo esterno e della vita, in particolare nella sfera amorosa. La madre, attraverso la metafora del mare in tempesta (“fortuna”), mette in guardia la figlia verso i pericoli che può correre (prima strofa). La risposta della figlia, espressa nella seconda strofa, esprime la paura e il rifiuto dell'esperienza dell'amore ("para salvar del amor").
Una diversa versione, cantata e trascritta da Mara Aranda, pone dei problemi di interpretazione del senso generale del testo, problemi che possono essere dovuti anche alla presenza di incoerenze nella tradizione orale del testo e alla stratificazione nel tempo e nei vari contesti culturali di significati diversi. La versione della cantante valenciana si basa su un testo più ampio che contiene anche le seguenti strofe:
IJA MIA MI KERIDA
AMAN, AMAN, AMAN,
NO TE VAYAS A LAVAR
A LA FUENTE D’ AGUA FRIA
ONDE EL CAVALLERO ESTÀ
DANDO AGUA A SU CAVALLO
MIRA QUE TE VA A LLEVAR.
KE ME LLEVE I KE ME TRAIGA
AMAN, AMAN, AMAN,
D’ENTRE DEL ROMERO EN FLOR
KE LA MI CAZA ES MUY CHIKA
I NO ENTRA NUNCA EL SOL
D’ENTRE ESTAS PAREDES FRIAS
PEDRI, MADRE, LA COLOR.
Il significato di queste due strofe è chiaro (la figlia desidera abbandonare la casa materna e non teme il cavaliere), ma non sembra coerente con la precedente risposta della figlia ("que m’engluta pexe preto para salvar del amor"). Una possibile spiegazione è quella che vede nelle parole della figlia una sorta di sfida verso la madre: la figlia è disposta anche a correre il rischio di incontrare un essere mostruoso (“pexe preto”) pur di conoscere l’amore.
Cfr.: Mara Aranda_'Ija mia'_canción sefardí_sephardic song - YouTube
• Mara Aranda 'Ija mia' Canción sefardí - Se...
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