Un esempio di impegno e dedizione: Giovanni Rappazzo, l’inventore del sonoro
Автор: IIS Verona Trento
Загружено: 2024-03-12
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In una cerimonia densa di emozioni e ricordi, l'Istituto Verona Trento ha reso omaggio a Giovanni Rappazzo, figura di spicco della storia messinese e innovatore nel campo del cinema sonoro. L'evento, aperto dal vicepresidente Eliana Bottari, ha rappresentato un'importante occasione per riscoprire e celebrare il lascito di Rappazzo, il cui genio ha segnato un punto di svolta cruciale nel passaggio dal cinema muto a quello sonoro.
Rappazzo, nato nel 1893, attraversò momenti difficili, in particolare a seguito del devastante terremoto del 1908 che distrusse Messina. Nonostante le avversità, il suo spirito tenace lo portò a proseguire gli studi presso l'Istituto Tecnico Industriale di Messina, dove scoprì la sua passione per il cinema. La sua carriera iniziò al Cinema Concerto Eden, dove lavorò come operatore. Fu proprio durante una proiezione che un guasto tecnico lo spinse a riflettere su come sincronizzare suoni e immagini, ispirandolo a sviluppare la sua invenzione.
Nel 1921, Rappazzo brevettò una pellicola cinematografica con sonoro sincronizzato, anticipando così il primo film sonoro ufficiale. Tuttavia, il contesto economico e gli eventi della Prima Guerra Mondiale ostacolarono il riconoscimento della sua innovazione. Il suo lavoro venne successivamente adottato da altre figure del settore, tra cui William Fox, senza che Rappazzo ottenesse i meriti dovuti.
Durante la cerimonia, esperti e storici hanno approfondito la vita e il contributo di Rappazzo, evidenziando non solo le sue invenzioni legate al cinema, ma anche altre idee avveniristiche come l'uso delle correnti marine per la produzione di energia e l'invenzione di lenti a focale variabile. Particolarmente toccante è stato l'intervento di Francesco Schirò, ex allievo di Rappazzo, che ha recitato poesie in dialetto siciliano.
Un momento saliente dell'evento è stata la proiezione di un docufilm dedicato a Rappazzo, ideato e prodotto dalla professoressa Rosaria Mantineo Gambadauro. Il film narra la straordinaria determinazione dell'inventore messinese nel perseguire il sogno del cinema sonoro. Oltre alla Mantineo Gambadauro, hanno partecipato personalità del mondo del cinema e della cultura come Nino Genovese, Nino Cucinotta, Rocco Ioppolo e il giornalista Sergio Di Giacomo.
La celebrazione si è conclusa con la consegna di una targa commemorativa che troverà posto nel nuovo laboratorio di grafica e comunicazione dell'Istituto Verona Trento. Un segno tangibile di riconoscenza che ribadisce l'importanza di preservare la memoria storica e valorizzare figure come Giovanni Rappazzo, fonte di ispirazione per le nuove generazioni.
L'iniziativa si inserisce nel programma di Educazione Civica "Il mondo che vorrei – Un mondo di affettività", con l'intento di promuovere la conoscenza delle radici storiche e culturali locali, sensibilizzando studenti e comunità sull'importanza dell'innovazione e del coraggio nel perseguire le proprie idee.L'iniziativa si inserisce nelle attività del percorso di Istituto di Educazione Civica “Il mondo che vorrei – Un mondo di affettività”. Il docufilm, ideato e prodotto dalla professoressa Rosaria Mantineo Gambadauro, racconta la storia di Giovanni Rappazzo, originario di Messina, che ha lottato per tutta la vita per ottenere il riconoscimento dell'invenzione del sonoro nelle proiezioni cinematografiche. Rappazzo, ex docente dell'Istituto Verona Trento, grazie alla sua tenacia e visione innovativa, è riuscito a superare le sfide tecniche che fino a quel momento avevano ostacolato il successo del cinema sonoro, portando questa rivoluzione tecnologica sul grande schermo. L'iniziativa intende celebrare la lungimiranza di Rappazzo, ponendolo come esempio educativo per tutta la comunità scolastica.
Oltre all'autrice del documentario, Rosaria Mantineo Gambadauro, che ha anche scritto un saggio su Rappazzo, sono intervenuti Nino Genovese, critico e storico del cinema; Nino Cucinotta, ex docente dell'IIS Verona Trento; Rocco Ioppolo, regista del documentario e docente dell'Istituto Scolastico Basile di Messina; e il giornalista Sergio Di Giacomo. Tra gli interventi, si è distinto anche quello di Francesco Schirò, ex allievo di Rappazzo, che ha recitato versi in dialetto siciliano. Durante l'evento, sono state proiettate locandine di film girati a Messina e in Sicilia, curate da Giuseppe Barbaro, e una targa in onore dell'inventore pioniere, realizzata da alcuni allievi dell'I.I.S. Basile, è stata donata in suo onore.
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