L'uomo dalla testa di gomma (1901) Georges Méliès
Загружено: 2025-11-07
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Описание:
L'Homme à la tête en caoutchouc ( L'uomo dalla testa di gomma ) è un film del 1901 scritto, diretto, prodotto ed interpretato da • Georges Méliès , è il numero 382-383 nel catalogo della Star Film .
É la prima opera nella quale Méliès utilizza il trucco dell’ingrandimento che vi spiegheremo con le parole e i disegni dello stesso Méliès.
Presentiamo L'Homme à la tête en caoutchouc con una nuova colonna sonora originale espressamente composta da Andrei Poliakov , @andreipoliakovmusic
Capitoli
00:00 - Titoli
00:08 - L’uomo dalla testa di gomma
02:39 - Analisi del film a cura di @iconaus
Sinossi . (00:08) Uno scienziato, Georges Méliès, è nel suo laboratorio, dispone un tavolo al centro della stanza, vi pone sopra un ripiano a cui collega un tubo, (00:40) quindi estrae da una scatola un testa vivente proprio uguale alla sua. La pone la testa sul ripiano e collega il tubo ad un enorme soffietto (01:05) che inizia ad azionare. (01:18) La testa comincia allora a gonfiarsi. Lo scienziato esulta soddisfatto, scollega il tubo (01:35) e la testa si sgonfia rimpicciolendosi. (01:49) L’inventore va a chiamare il suo assistente e ripete l’esperienza sotto i suoi occhi, (02:06) quindi lo invita a provare. L’entusiasta assistente ci mette però troppa foga e, ignorando lo scienziato che cerca di fermarlo, gonfia la testa così tanto da farla scoppiare (02:17). Lo scienziato lo caccia via per poi piangere sconsolato nel suo laboratorio.
Analisi del film
(02:39) L'Homme à la tête en caoutchouc è il primo film in cui Méliès utilizza il trucco dell’ingrandimento. Egli ideò un sistema tanto complesso quanto ingegnoso, che descrive egli stesso nelle sue memorie:
“Ed ecco come questo trucco veniva eseguito: per realizzare la sovrapposizione della testa, il regista si chiudeva in una cassa, simile a quelle usate per i bagni di vapore, rivestita di velluto nero e davanti un fondale nero, era posta su di un carrello a rotelle posizionato su dei binari. Tutto era nero, in modo che solo la testa potesse essere fotografata.
Ma — e questo è il punto cruciale — i binari erano in pendenza e salivano verso la macchina da presa, che restava fissa. Era il carrello ad avanzare verso la cinepresa, avanzando gradualmente per ottenere l’ingrandimento della testa. La pendenza era stata calcolata meticolosamente e matematicamente in modo che il collo mozzato coincidesse sempre rigorosamente con la superficie del tavolo. Inoltre, una serie di linee tracciate col gesso segnavano il pavimento, indicando il punto preciso in cui un secondo operatore, posizionato vicino alla macchina da presa, doveva cambiare la messa a fuoco man mano che la testa si ingrandiva, al fine di mantenere costante la messa a fuoco. I segni corrispondenti erano stati tracciati in precedenza con un ago sulla ghiera dell'obiettivo. Era quindi sufficiente azionare la cremagliera ogni volta che il carrello superava una delle linee segnate con il gesso sul pavimento.
Omettiamo la sostituzione di una falsa testa e l'uso dei diversi mascherini che Méliès utilizzò per “decapitarsi” da solo. Ma non possiamo immaginare la precisione richiesta sia nell'esecuzione che nella costruzione del carrello, dei binari, delle marcature, e soprattutto nella corretta distribuzione dell'illuminazione. Non dimentichiamo, infatti, che a quel tempo si girava esclusivamente con la luce del giorno.”
Méliès riutilizzerà questo trucco in altri suoi celebri film come • Viaggio sulla Luna (1902) Georges Méliès o • La Sirène (1904) Georges Méliès
#Méliès #analidelfilm
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Breve Storia del Cinema - Il cinema di Méliès
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