Una marcia contro la criminalità, un solo grido contro l’intimidazione: «Siracusa non si piega»
Автор: Video66
Загружено: 2026-01-24
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Una città che non vuole piegarsi alla paura. Oltre 300 persone indignate per i recenti attentati, questa è stata la cifra della mobilitazione civica che nel tardo pomeriggio di oggi ha attraversato le vie del centro di Siracusa, con la partecipazione di cittadini, imprenditori, lavoratori, associazioni e rappresentanti politici nazionali e locali.
La manifestazione «Siracusa non si piega» è partita da piazza Euripide e ha raggiunto piazza Archimede, davanti al Palazzo della Prefettura, simbolo delle istituzioni locali, raccogliendo un messaggio chiaro e condiviso: nessuno deve affrontare da solo la violenza e le intimidazioni.
Una delegazione del comitato promotore è stata ricevuta dal Prefetto Chiara Armenia, alla presenza del Questore Gabriele Pellicone e dei comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, rispettivamente col. Dino Incarbone e col. Jonathan Pace. L’incontro ha sottolineato l’importanza del dialogo tra cittadini e istituzioni e il ruolo centrale dello Stato nel tutelare la sicurezza della comunità.
Il messaggio delle istituzioni e delle associazioni
A prendere la parola durante il corteo è stato Gian Piero Reale, presidente di Confindustria Siracusa, che ha definito la manifestazione «importantissima» per la comunità. «La criminalità colpisce l’intera comunità, non solo i singoli – ha affermato – Nella provincia, purtroppo, il numero delle denunce è ancora troppo basso: questo non indica che tutto va bene, ma spesso rassegnazione o la mancanza di percezione reale di sicurezza».
Per Reale, la mobilitazione rappresenta un momento di svolta culturale: «Questa manifestazione, che parte dal basso e raccoglie associazioni, forze sociali e politiche senza bandiere, deve far percepire a tutti che esiste una rete cittadina che non intende sottostare e che, come recita lo slogan, non si piega».
Lo Stato accanto ai cittadini: l’intervento di Cannata
Tra gli interventi più attesi della mobilitazione quello del vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, Luca Cannata, che ha offerto un messaggio chiaro sul ruolo dello Stato nel contrasto alla criminalità e nel sostegno alla comunità locale. «Lo Stato c’è e deve stare accanto a chi lavora rispettando le norme e le istituzioni – ha dichiarato il parlamentare nazionale – Questa presenza non è simbolica: deve essere percepita positivamente da chi denuncia e da chi vuole fare bene per la propria città».
Il deputato ha ricordato i provvedimenti concreti dell’esecutivo a Palazzo Chigi: «Nel governo Meloni abbiamo assunto oltre 30.000 nuovi agenti di polizia, per garantire sicurezza reale sul territorio e proteggere cittadini e imprese». Ha poi evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni locali e comunità: «Prefetto, sindaci, magistratura, forze dell’ordine e organizzazioni sindacali devono lavorare insieme. La denuncia resta lo strumento più potente: chi presenta formale segnalazione non è mai solo, lo Stato è accanto a lui per combattere intimidazioni e minacce».
Cannata ha concluso con un messaggio diretto alla città: «Siracusa non deve avere paura. Lo Stato agisce concretamente per difendere chi lavora e chi denuncia, dimostrando che la legalità è possibile».
Unità sindacale e partecipazione civica
A ribadire l’impegno collettivo, il segretario generale della Cgil di Siracusa, Franco Nardi, che ha dichiarato: «Siamo in prima fila perché condividiamo tutte le motivazioni di questa iniziativa. Non possiamo lasciare l’impresa sana e viva nelle mani della paura, consentendo a chi è criminale di agire indisturbato».
Per Nardi, la risposta deve essere comunitaria: «Dobbiamo unire tutte le forze della città per superare questo momento di difficoltà, affidandoci allo Stato e alle forze dell’ordine. Chi si affida allo Stato non sbaglia mai».
Anche il segretario generale della CNA Siracusa, Gianpaolo Miceli, ha sottolineato il carattere spontaneo e autentico della mobilitazione: «È un segnale doveroso, ma nasce dal sentimento genuino di una comunità. Non è una manifestazione dietro cui ci sono sigle politiche o sindacali: è la reazione naturale della città di fronte a chi pensa di poter intimorire i piccoli imprenditori, già provati da una condizione di disagio economico».
Una città unanime contro la violenza
Quattro voci diverse, un unico appello: Siracusa risponde compatta agli atti intimidatori che hanno colpito il tessuto economico e sociale della città. L’iniziativa ha mostrato come sia possibile costruire una rete sociale, civile e istituzionale in grado di rifiutare la rassegnazione e riaffermare legalità, sicurezza e fiducia nello Stato.
La manifestazione «Siracusa non si piega» non è solo un gesto simbolico, ma una dimostrazione concreta di solidarietà e resilienza di una comunità determinata a proteggere il proprio futuro.
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